Il contatore del debito pubblico

sabato 31 marzo 2012

Redditi, metà italiani sotto i 15mila euro e da aprile aumenti record di luce e gas

Il reddito medio degli italiani è pari a 19.250 euro. E' quanto risulta dalle ultime dichiarazioni dei redditi Irpef (dichiarazioni 2011 su anno di imposta 2010) che tutte sommate arrivano a 792 miliardi di euro. Di più: il 49% dei contribuenti italiani ha un reddito complessivo lordo annuo che non supera i 15.000 euro l'anno. Un terzo invece non supera i 10.000 euro. E nonostante tutto, in un anno, il reddito medio, secondo il Dipartimento delle Finanze del ministero dell'Economia è cresciuto dell'1,2%. Dall'analisi del ministero emerge anche che circa 10,7 milioni di contribuenti "hanno imposta netta pari a zero", in pratica non pagano l'Irpef.
A partire dal 1° aprile, bollette della luce e del gas più care: in particolare, la luce aumenterà del 5,8% mentre il gas dell'1,8%. Lo ha stabilito l'Autorità dell'Energia nel consueto aggiornamento trimestrale delle tariffe. Tali incrementi comporteranno una maggiore spesa annua, per una famiglia-tipo, di 27 euro per l'elettricità, e di 22 euro per il gas.

mercoledì 7 marzo 2012

I pm: «Emerge un sistema Pdl-Lega»

Dalle indagini sul giro di tangenti che vede indagato il presidente del consiglio regionale Davide Boni e da quelle che vedono accusato, sempre di corruzione, l'ex assessore Franco Nicoli Cristiani, emergerebbe, a quanto si è appreso, un sistema Pdl-Lega e rapporti tra assessori nell'ambito di presunte vicende corruttive. E' l'utlimo risvolto della bufera abbattutasi sul Pirellone. Il leader della Lega Nord Umberto Bossi ha incontrato Davide Boni nella sede federale di via Bellerio. Dal Senatur è arrivato il «no» alle dimissioni. Intanto Sara Valmaggi (Pd), vicepresidente del Consiglio regionale lombardo, è tornata a chiederle: «Auspichiamo che a tutela di se stesso e delle istituzioni, le sue dimissioni dall'Ufficio di presidenza arrivino al più presto».

giovedì 23 febbraio 2012

Ministri e sottosegretari rendono pubblici i loro redditi sul web

L'operazione “trasparenza Italia” scattava entro la mezzanotte di ieri.  ministri e sottosegretari rendono pubblici i loro redditi sul web
Spulciando nelle dichiarazioni si trovano dati interessanti: da Paola Severino ad Andrea Riccardi. Ovvero dal ministro più 'ricco' a quello relativamente più 'povero'. Ecco quanto hanno dichiarato per il 2010 i membri del governo Monti, premier incluso. Le dichiarazioni patrimoniali pubblicate on-line mostrano come l'ingresso nel governo abbia 'livellato' adesso gli stipendi 2012 su cifre che si aggirano intorno ai 200 mila euro, quanto previsto per l'incarico ministeriale. Per molti dei ministri e sottosegretari questo vuol dire ridurre (di poco o di molto) il loro reddito. Ma c'è chi, come il 'maestro di strada' Marco Rossi Doria, con l'incarico dell'esecutivo guadagnerà sei volte di più di quanto prendeva prima. E a sorpresa le consentono di superare di molto in classifica anche il collega 'banchiere' Corrado Passera. Di certo, ministri e sottosegretari i 'compiti a casa' li han fatti. E in questo martedì grasso hanno pubblicato on-line i loro redditi. Il più 'indisciplinato'? Proprio lui, Mario Monti. Il cui reddito giunge solo in tarda serata, a meno di un'ora dalla 'dead line' della mezzanotte. Anche il più 'povero' dei ministri, Andrea Riccardi, migliora la sua posizione (dai 120 mila euro di partenza). Ma in realtà per la maggioranza dei membri dell'esecutivo, il servizio allo Stato vorrà dire nel 2012 un crollo, anche verticale, della ricchezza. Emblematico il caso dei due 'paperoni'.
Al primo posto dell'elenco c'è il capo della Polizia, Antonio Manganelli, che ha guadagnato 621.253,75 euro. Dietro di lui il Ragioniere generale dello Stato, Mario Canzio, con 562.331,86 euro e il Capo dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, Franco Ionta con 543.954,42 euro.

Dopo la pubblicazione dei redditi dei ministri ecco quelli dei manager pubblici.
I dati sono relativi a oggi e sono stati forniti dalle amministrazioni di appartenenza senza gli eventuali cumuli. Alla quarta posizione dei manager pubblici più pagati c'è il capo di Gabinetto del Ministero dell'Economia, Vincenzo Fortunato, che ha ricevuto 536.906,98 euro. La quinta retribuzione più alta è quella del Capo di Stato maggiore della difesa, generale Biagio Ambrate Abrate, con 482.019,26 euro, che precede direttore dei Monopoli di Stato Raffaele Ferrara, con 481.214,86 euro, il Capo di Stato maggiore dell'Esercito, generale Giuseppe Valotto, con 481.021,78 euro, e il Capo di Stato maggiore della Marina, Bruno Branciforte, con 481.006,65 euro. Ex aequo al nono posto Corrado Calabrò, presidente dell'AgCom, e Giovanni Pitruzzella, numero uno dell'Antitrust, con 475.643,38 euro. Chiude la top ten, a pochi centesimi di distanza, il presidente dell'Autorità dell'Energia, Pier Paolo Bortoni, che ha ricevuto 475.643 euro.

venerdì 10 febbraio 2012

l'emergenza neve colpisce tutta l'Italia. 54 morti in 10 giorni

Dieci giorni di neve e gelo come non si vedevano da trent'anni: il maltempo continua a sferzare l'Italia e fa vittime. Vere e proprie tormente sulle regioni del Centro-Sud, dall'Emilia alla Basilicata. Nevica su 1.300 chilometri delle rete autostradale. Tra le regioni più colpite le Marche e l'Abruzzo. Ancora fiocchi nella capitale.
«Con il calare delle temperature le nevicate continueranno e si intensificheranno su tutte le regioni del centro-sud già interessate», spiega la responsabile del centro funzionale del Dipartimento della Protezione Civile, Paola Pagliara. Una situazione che dovrebbe mantenersi tale anche nelle prime ore di domani, mentre un miglioramento è atteso nella seconda parte di sabato. Nevicherà molto probabilmente anche al centro di Roma. «La perturbazione proveniente da nord ovest che ha già interessato zone alle porte della Capitale persisterà per tutta la notte. Nel corso della giornata c'è stata un'oscillazione delle temperature attorno allo zero, ma con l'abbassarsi delle temperature, dovrebbe arrivare la neve» anche in città.
Oggi è il «D-Day» dell’inverno 2012: arriva l’ondata eccezionale di maltempo, con nevicate dall’Emilia alla Basilicata, vento e gelate record soprattutto nel centro-sud. Roma chiude di nuovo, le Ferrovie dello Stato hanno attivato il piano neve e oggi sono previste le sospensioni di diverse linee locali.
L’Esercito è all’opera per spalare la neve in varie zone e, in Campania, nel Beneventano, mentre ad Avellino la burocrazia è più forte del burian siberiano: i sindaci dell’Alta Irpinia aspettavano il soccorso dei soldati dopo una settimana di nevicate ininterrotte. Ma i militari, attesi per ieri, non sono mai arrivati, a causa di una circolare e di una procedura per le richieste d’aiuto che non è stata rispettata alla lettera. Sale alle stelle la bolletta del gas per l’aumento dei consumi di questi giorni. E c’è anche chi specula sulla vendita di attrezzi anti-gelo, rincarando i prezzi. E intanto il gelo fa una nuova vittima a Portici: una anziana di 89 anni è stata trovata morta per assideramento nella sua casa.

sabato 21 gennaio 2012

Varato il decreto liberalizzazioni

Il Consiglio dei ministri ha approvato il pacchetto liberalizzazioni dopo una riunione fiume di otto ore. In sintesi il decreto punta sulla separazione rete e gas, sulle farmacie, sui taxi, notai, avvocati. Sospeso per 90 giorni il Beauty Contest per l’assegnazione gratuita delle frequenze televisive. Non sono state affrontate le misure sul pagamento alle imprese, entro 60 giorni, da parte della Pubblica amministrazione (compresa la norma per pagare con i Bot), pur confermando la massima attenzione. Sono saltate le norme che toglievano ai commercianti vincoli a saldi e promozioni (mentre resta la norma che liberalizza gli orari di apertura). Saltata pure l’estensione dell’applicazione della Class Action.
 Il governo punta a riforme strutturali per dare più efficienza e concorrenza al mercato e migliorare il sistema delle infrastrutture. In sostanza, per eliminare le tasse occulte prodotte da regole protettive.
Le disposizioni approvate,  sempre secondo il governo, consentiranno, nel breve periodo, di traghettare l'economia nazionale fuori dalla spirale recessiva e possibilmente, nel medio-lungo periodo, di allinearla ai ritmi di crescita dei partners europei e internazionali.

Farmacie. Ce ne saranno 5 mila in più, passeranno da 18 mila a 23mila. Se le Regioni non avranno aumentato il numero, entro 4 mesi arriva un commissario. Il decreto prevede sconti anche per i farmaci di fascia A, che vengono direttamente pagati dal cliente. I medicinali di fascia C potranno essere venduti solo nelle farmacie. Ci sarà un concorso straordinario per i farmacisti non titolari.
Taxi. Eliminato uno dei punti controversi che hanno provocato molte proteste, ovvero la concentrazione delle licenze in mano a un singolo. La competenza sulle licenze torna nelle mani dell’Autorità per le reti, che si occupa anche di trasporti. Alla stessa Autorità il governo ha affidato l’analisi del fabbisogno di licenze per i taxi che sarà fatta città per città, dopo aver sentito i sindaci. Resta la possibilità di lavorare in più comuni e le licenze brevi

Benzinai.
Non ci saranno più contratti di esclusiva tra gestori e compagnie, ma i distributori potranno vendere anche prodotti non-oil. Ci saranno più self service senza limiti fuori dai centri abitati. Gli operatori riceveranno proventi «da altre attività» ha chiarito il ministro Passera.
Class Action. Per il sottosegretario Catricalà il governo è intervenuto, «a tutela dei consumatori, togliendo qualche granello di sabbia dagli ingranaggi della class action». Interventi pure per le clausole abusive.
Eni e Snam. L’Eni dovrà separarsi dalla società Snam Rete Gas che ha la gestione della rete per il trasporto del gas. La separazione consentirà «nuovi investimenti e un taglio dei costi». Secondo il ministro Passera, con una «separazione ben pensata fra infrastrutture e operatori si riuscirà ad avere nuovi investimenti e una riduzione dei costi del Paese». Nel settore gas il governo imprime «una forte accelerazione nella concorrenza».
Autorità dei Trasporti. Avrà il compito di definire le regole per le nuove concessioni autostradali e rendere efficaci per le nuove regole sulle ferrovie.
Ferrovie. La separazione tra Rfi, che controlla la rete, e Trenitalia, è affidata all’Authority per le reti. Non si prevede un decreto per indicare il livello della separazione. Sull’Alta velocità non si dovrà seguire su tutta la tratta le procedure più costose.
Tribunale per le imprese. Prevista l’istituzione di un Tribunale per aiutare «l’economia». Secondo il ministro della Giustizia, Paola Severino, consentirà di avere «una giustizia efficace» e di costituire «una grande attrattiva per le imprese straniere, oggi danneggiate da una giustizia lenta».
Incentivi per l’aggregazione delle aziende. Viene favorita l’aggregazione di piccole aziende, «come nel settore del trasporto pubblico locale», per renderle più competitive e con un più esteso bacino di competenza.
Imprese edili. Meno tasse e meno burocrazia. Le società che costruiscono immobili non dovranno pagare la nuova Imu sulle case fabbricate, per i primi 3 anni. Costerà meno realizzare quartieri: cala infatti la spesa obbligatoria prevista al 2% per abbellire le infrastrutture con opere d’arte.
Notai. Saltano le tariffe, ai loro clienti dovranno presentare prima i preventivi. Aumenteranno di 500 unità. Inoltre, secondo il ministro Paola Severino,ci saranno «più concorsi e più possibilità di accesso alla professione».
Un euro di capitale per le società di giovani. E’ stata istituita una nuova figura di società per i giovani, la società semplificata a responsabilità limitata. Secondo il governo basterà un euro di capitale e non sarà necessario l’intervento del notaio.
Rc Auto. Misure per assicurare riduzioni dei prezzi delle Rc Auto,cresciute in modo esponenziale. Verranno calmierati con sconti e franchigia, ad esempio, per chi sceglierà di utilizzare una scatola nera (i costi sono a carico delle compagnie). Informare il cliente in modo corretto, trasparente ed esaustivo sulla tariffa e sulle altre condizioni contrattuali proposte da almeno tre diverse compagnie assicurative non appartenenti agli stessi gruppi. Il contratto stipulato senza la dichiarazione del cliente di aver ricevuto le informazioni è nullo.


lunedì 9 gennaio 2012

Basta manovre, ora liberalizzare

La redazione
« La tranquillità? In Italia l’abbiamo raggiunta nelle cose, l’operazione di consolidamento ci porta verso il pareggio di bilancio nel 2013, e non occorrono quindi altre manovre». Mario Monti a tutto campo ieri sera a “Che tempo che fa”. Dopo il vertice con Sarkozy, prima di volare a Berlino e alla vigilia dell’incontro con le parti sociali, il premier ha inserito in agenda l’appuntamento Rai con Fabio Fazio.
Un’occasione per spiegare agli italiani anche il suo progetto di liberalizzazioni. «Si tratta di ridurre i diversi modi con i quali ogni categoria cerca di avvantaggiare chi è incluso nella roccaforte a danno di chi è fuori». Il premier chiede che «quel disarmo bilanciato tra forze politiche che ha consentito decisioni condivise» possa essere adottato come metodo anche dalle categorie interessate. Monti ottimista qyuindi? «Parola forte - risponde - ma la mia fiducia sta nel fatto che mentre, tradizionalmente, ogni parte politica difende questa o quella realtà particolare, un governo strano che non fa parte di alcuna categoria, può chiamare un po’ tutti ad abbandonare privilegi che fanno affondare la nave Italia».
«Contemporaneamente, però, senza alcuna intenzione di dividere i sindacati ma con la condivisione agiremo sul mercato del lavoro per creare occupazione rivolta soprattutto ai giovani». E sull’articolo 18 aggiunge che «nessun argomento deve rappresentare un tabù».

martedì 6 dicembre 2011

Monti, tre pilastri: rigore, crescita, equità

A cura di Giuseppe Scarpa
Rigore di bilancio, crescita ed equità: sono questi i tre pilastri di azione del governo Monti, come ha spiegato il premier, prima alle camere e poi alle parti sociali.
Il Governo  sa di essere nato per risolvere una situazione di seria emergenza. È, infatti, un governo di impegno nazionale.
La crisi è internazionale, e l’Europa sta vivendo i giorni più difficili dal secondo dopoguerra. L’Italia deve uscire dall’angolo a cui è stata relegata: bisogna evitare che qualcuno ci consideri l’anello debole dell’Europa, altrimenti ci ritroveremmo soci di un progetto elaborato da Paesi che guardano anche ai loro interessi nazionali, nei quali non c’è necessariamente un’Italia forte.
Sono giorni decisivi, per il nostro paese, chiamato a superare l’ennesima prova decisiva con una vera e propria manovra d’emergenza, fatta sulla pelle di milioni di cittadini, con una millimetrica e dolorosa operazione chirurgica. Da questo dipende il recupero di credibilità e la possibilità di pesare nelle decisioni europee. Una manovra “Salva Italia”, come l’ha definita lo stesso Monti, molto attesa, con misure strutturali, come la riforma delle pensioni, molto costosa per i cittadini e l’reintroduzione dell’Ici sulla casa, il vero bene-rifugio delle famiglie. Quindi qualche sforbiciata ai costi della politica, qualche intervento a sostegno della competitività delle imprese, per la crescita. Dunque tasse come sempre, per far fronte all’emergenza e anche qualche spazio per l’equità.
L’elenco delle misure prese partono dal pareggio di bilancio in Costituzione, affidando la verifica a una «autorità indipendente», dato che «la credibilità è un requisito essenziale».
La delega fiscale e assistenziale sarà approvata al più presto. E anche la politica dovrà dare il buon esempio, nel decreto ci sono misure per ridurre da subito i costi della politica, in particolare l’abolizione delle giunte provinciali. Nel decreto, troviamo la revisione della spesa dell’amministrazione pubblica, ma le novità più importanti arrivano dalla previdenza, dalla lotta all’evasione, dalla casa e dal mercato del lavoro.
Il sistema pensionistico italiano, dice il ministro del Welfare  Fornero, contiene «ampie disparità tra diverse generazioni e categorie di lavoratori». Il decreto prevede l’estensione del metodo contributivo a tutti i lavoratori dal 2012, donne a 62 anni e uomini a 66 anni nel 2012, abolizione delle finestre mobili, stretta sull'anzianità e aumento delle aliquote per i lavoratori autonomi e il blocco delle indicizzazioni, per il 2012-13, per le pensioni superiori ai 1.000 euro, salve le minime (460 euro) e quelle di un livello doppio del minimo (960 euro).
Centrale la lotta all’evasione che verrà condotta anche con il monitoraggio delle ricchezze accumulate e riducendo la soglia per l’uso del contante, potranno arrivare le risorse per far scendere le aliquote.
«La pressione fiscale in Italia è elevata, sarà possibile una riduzione graduale del prelievo». E questo si farà, promette il premier, non solo contestualmente al taglio degli sprechi ma anche prima.
Sul versante casa, arriva l'Imu, l'imposta municipale sulla prima casa: sarà pari al 4 per mille che di fatto sostituirà la vecchia Ici. Per le seconde case si pagherà il 7,6 per mille. La stangata sta nelle rendite catastali, rivalutate del 160%. Salta l’aggravio dell’Irpef per i più ricchi dopo lo sbarramento dei partiti di centro destra. Meno tasse sul lavoro e più su consumi e proprietà. Monti promette anche un «calendario puntuale» di dismissioni del patrimonio pubblico.
Tra le priorità indicate, quella di un maggiore inserimento delle donne e dei giovani nel mercato del lavoro: per le donne Monti pensa a forme di «tassazione più favorevole»; per i giovani è essenziale puntare a un «accrescimento dell’istruzione».
Nel decreto  anche provvedimenti che vanno verso il  superamento delle «chiusure corporative» nel mondo delle professioni. Insomma, molte iniziative per «rimuovere gli ostacoli alla crescita».
C’è molta perplessità e scontento tra i  partiti che lo sostengono e i sindacati. Le scelte devono essere coerenti e comprensibili su rigore, equità e sviluppo per rendere comprensibili i sacrifici. Il decreto a nostro avviso corrisponde solo in parte a questi tre obiettivi.